Cosa è obbligatorio e cosa è volontario sull'etichetta di un capo di maglieria venduto in Italia: composizione fibrosa, simboli di lavaggio, origine. Una guida diretta per i brand — e come vi forniamo l'etichetta di composizione dalla fabbrica.
Ogni capo tessile messo a disposizione sul mercato dell'Unione europea deve riportare l'indicazione della composizione fibrosa: lo stabilisce il Regolamento (UE) n. 1007/2011, la norma di riferimento per le denominazioni delle fibre tessili e per l'etichettatura e il contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. Per la maglieria valgono esattamente le stesse regole degli altri prodotti tessili. Siamo un produttore di maglieria conto terzi con sede a Gaziantep, in Turchia, attivo nella maglia rasata (flat-knit) dal 2010, e in questa guida spieghiamo in modo pratico cosa deve comparire sull'etichetta, cosa è obbligatorio e cosa no, e in che modo vi forniamo l'etichetta di composizione corretta direttamente dalla fabbrica.
Il cuore del Reg. UE 1007/2011 è l'obbligo di indicare la composizione fibrosa: per ogni capo vanno riportate le denominazioni delle fibre tessili e la relativa percentuale in peso, in ordine decrescente. Le denominazioni devono essere quelle ufficiali armonizzate a livello europeo — ad esempio "cotone", "lana", "viscosa", "poliammide", "elastan" — e non sono ammesse abbreviazioni o sigle al loro posto. In Italia la composizione deve essere espressa in lingua italiana, perché l'etichettatura va resa nella lingua dello Stato membro in cui il prodotto è messo a disposizione del consumatore. L'indicazione deve essere durevole, facilmente leggibile, visibile e accessibile: in pratica, per un capo di maglieria, un'etichetta cucita all'interno con la composizione completa. Questo obbligo grava sull'operatore che mette il prodotto sul mercato, ma è il fabbricante a fornire l'etichetta di composizione veritiera che lo rende possibile.
È fondamentale tenere distinti i diversi elementi dell'etichetta, perché non hanno tutti lo stesso valore giuridico. La composizione fibrosa è obbligatoria ai sensi del Reg. UE 1007/2011. Le istruzioni di cura e manutenzione — i simboli di lavaggio, candeggio, asciugatura, stiratura e trattamento professionale — non sono invece imposte da quel regolamento e, sul piano europeo, sono in genere volontarie; nella pratica del mercato sono però quasi sempre presenti perché molto attese dal consumatore e utili a evitare contestazioni sull'idoneità del capo. Anche l'indicazione del Paese di origine ("Made in…") non è di norma resa obbligatoria dal regolamento sull'etichettatura tessile: è in genere volontaria. Attenzione però a un principio che vale per tutto: ciò che si dichiara non può essere ingannevole. Se si indica un'origine o si appone un simbolo di cura, l'informazione deve essere veritiera e corretta. La libertà di "non dire" non è libertà di "dire il falso".
Nella maglieria i filati misti sono la regola, e qui contano i dettagli pratici. Le percentuali delle fibre vanno indicate in ordine decrescente di peso (ad esempio "80% cotone, 20% poliammide"). Il regolamento prevede tolleranze tecniche tra la composizione dichiarata e quella effettiva, per tenere conto della naturale variabilità del processo produttivo: per questo la composizione deve essere accurata e basata su dati reali, non stimata "a occhio". Le fibre presenti in quantità minime e non determinabili con precisione possono in alcuni casi essere raggruppate sotto la dicitura "altre fibre", secondo le condizioni previste dalla norma. Infine, l'etichetta deve essere durevole: deve resistere ai normali lavaggi e all'uso per tutta la vita ragionevole del capo, così da restare leggibile nel tempo. Per la maglieria questo si traduce tipicamente in un'etichetta tessile cucita, non in una semplice stampa destinata a sbiadire.
Il nostro contributo concreto è dare al brand un capo già etichettato in modo corretto e veritiero, pronto per il mercato. Predisponiamo l'etichetta di composizione conforme al Reg. UE 1007/2011 direttamente in fabbrica (ab Werk), secondo le specifiche del brand e nelle denominazioni e percentuali concordate. La base di tutto è la tracciabilità del filato: sappiamo da quali fornitori proviene il materiale di ogni lotto e disponiamo dei relativi documenti, così che la composizione dichiarata corrisponda davvero al filato impiegato. Realizziamo inoltre l'etichetta di cura e manutenzione con i simboli adeguati al capo, e produciamo le etichette private label — di marca, di taglia, di composizione — secondo le indicazioni del brand. In sintesi: forniamo gli elementi informativi e materiali veritieri; spetta al brand, come operatore che immette il prodotto sul mercato, la responsabilità finale dell'etichettatura.
Un equivoco frequente è confondere la composizione con l'origine: sono piani distinti. La composizione fibrosa dice di cosa è fatto il capo ed è obbligatoria; l'origine dice dove è stato prodotto ed è un'altra questione, con regole proprie. Noi produciamo in Turchia: i capi che realizziamo sono, di norma, "Prodotto in Turchia / Made in Turkey". L'indicazione di origine e l'eventuale uso di diciture come "Made in Italy" restano una responsabilità di etichettatura del brand, da valutare in base alle lavorazioni svolte e alle regole vigenti — e noi non rivendichiamo né suggeriamo un'origine che non corrisponde al luogo di produzione. Su questo tema specifico abbiamo una guida dedicata: ti invitiamo a leggerla per capire cosa si può e non si può dichiarare.
Noi produciamo maglieria, non forniamo consulenza legale; questa è una guida generale e le norme possono cambiare — verifica con un consulente.
Se cerchi un partner produttivo in Turchia che consegni maglieria con etichetta di composizione conforme al Reg. UE 1007/2011, tracciabilità del filato ed etichette private label realizzate secondo le tue specifiche, parliamone. Non sostituiamo il tuo consulente legale, ma ti diamo basi solide e veritiere su cui costruire un'etichettatura corretta. Raccontaci il tuo progetto: prepariamo un preventivo su misura.